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Arte contemporanea giapponese: uno speciale. Prima parte

L’arte contemporanea giapponese si presenta come un mondo del tutto anomalo rispetto al resto del panorama artistico, così come anomala è da sempre stata in Giappone l’idea di arte e la concezione della figura di artista.

Nell’ultimo secolo questa corrente di pensiero ha dato vita ad un’arte variegata che ovviamente affonda le radici nella tradizione e nello sguardo verso il passato (concetti tanto cari ai giapponesi), ma che ha saputo reinventarsi fino ad abbracciare tematiche del tutto nuove.

Basti pensare che attualmente l’arte giapponese tra le sue mille manifestazioni non ha solo le classiche pittura e scultura, ma si concentra spesso su forme e contenitori “anomali” come gli anime, i videogiochi e l’undergroud.

Questo è il risultato di più di cento anni di innovazione modernista che ha visto il Giappone rinnovarsi anche in campo artistico, spinto probabilmente anche da tutto ciò che accadeva intorno a lui.

Vediamo di approfondire meglio questo interessante argomento.

Dalla storia al contemporaneo

Un primo momento di frattura rispetto all’arte più strettamente tradizionale si è avuto nel breve periodo definito Taisho che è perdurato tra il 1912 ed 1926.

In questo momento di grande cambiamento sia per tutto l’assetto del paese, sia in campo politico che economico, anche l’arte cominciò ad aprirsi all’innovazione, superando i modelli antichi ed allungando lo sguardo oltre i confini.

La vera rivoluzione artistica avvenne però successivamente alla seconda guerra mondiale, in pieno periodo Showa, quando la nazione oltre che risollevarsi, compì un importante sforzo anche per cercare nuovamente di primeggiare ed emergere.

Ed è proprio in questo senso che si mossero gli artisti giapponesi del secondo 900′ come Murakami o Aya Takano che cercarono di riproporre il Giappone e l’arte giapponese in vesti rinnovate e, se vogliamo, anche un po’ occidentalizzate.

L’arte giapponese, per decenni, visse di questo rinnovamento tematico e stilistico. E gli artisti la portarono poi, all’inizio degli anni 80, ad abbracciare totalmente la modernità, rappresentata allora dall’informatica e dalla computer grafica.

Ed è ciò che ha poi determinato il definitivo passaggio di consegne tra il pittore paesaggista del passato ed il nuovo artista a tutto tondo: pittore, architetto, videomaker ed amante dei videogiochi.

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