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Kyudo: l’arte dell’antico arco giapponese

Tra le più antiche arti marziali giapponesi c’è anche il Kyudo, una disciplina incentrata sull’uso dello Yumi, un arco dalla forma asimmetrica che faceva parte della normale dotazione dei guerrieri dell’epoca classica.

La nascita del Kyudo è però relativamente recente poiché sancita solo nel 1926 in quanto precedentemente questa arte veniva indicata con il nome di Kyujutsu.

Una storia antichissima

Lo Yumi per molti è da considerarsi uno strumento preistorico, nato ancor prima del Giappone stesso, come dimostrato da ritrovamenti archeologici di antichissima datazione che segnalano l’uso dell’arco come arma di difesa e di sostentamento.

Dalla caccia alla guerra il passo è stato breve e ben presto l’arco asimmetrico è diventato uno degli strumenti di morte preferiti dai combattenti giapponesi di ogni epoca.

L’arco era poi anche uno status simbol in quanto indicava, insieme alla katana, non solo i guerrieri più valorosi ma anche i ricchi; per tale ragione il tiro con l’arco entrò a far parte delle discipline insegnate nelle scuole per i giovani rampolli.

La tecnica di tiro giapponese

Nel corso degli anni sono cambiati i materiali e la diffusione dell’arco asimmetrico è stata sempre più capillare ma ciò che ormai è immutato da secoli è la tecnica utilizzata dai tiratori del sol levante.

Essa si basa sui principi dell’Heki che determinano un vero e proprio rituale di tiro che va eseguito portando la freccia verso il mento attraverso rapide torsioni con la mano sinistra e rilasciando immediatamente la freccia verso il bersaglio.

Quello che più conta nel tiro, oltre al risultato, è proprio questa ritualità quasi esasperata che mira a trasferire l’arciere e la sua forza tutta nella freccia da esso scagliata.

Anche per questa ragione il Kyudo è un’arte marziale da svolgere singolarmente, senza la pressione della competizione con un avversario ma nella ricerca del superamento dei proprio limiti.

Filosofia e spiritualità

Anche il Kyudo non poteva assolutamente sottrarsi dall’assumere un significato filosofico che va ad investire la vita dell’arciere.

Attraverso questa arte marziale qualsiasi praticante, sia esso esperto o principiante, deve cercare di raggiungere un equilibrio totale con il proprio corpo rafforzando non i muscoli ma lo spirito.

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