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Sakè: tutte le varianti

Il Sakè è una bevanda giapponese largamente utilizzata anche nelle preparazioni culinarie che si ricava lasciando fermentare il riso, motivo per cui viene anche spesso definita come vino di riso.

Le altre componenti di questo distillato sono le spore del fungo koji ed ovviamente l’alcool anche se, come vedremo tra poco, tra le tante varianti regionali del sakè ne esistono anche alcune che non presentano la parte alcolica.

Si tratta di una bevanda antichissima probabilmente di origine cinese, dove veniva realizzata già nel corso del 700 a.C., che inizio a diffondersi tra la popolazione nipponica qualche secolo dopo fino a divenire in assoluto il distillato più consumato.

Sakè futsuu-shu e tokutei meishyoshyu

Esistono due differenti grandi famiglie in cui possiamo distinguere il sakè; quella futsuu-shu comprende tutte le tipologie basiche, più diffuse nelle case dei giapponesi e consumate quotidianamente a tavola.

Accanto a queste ci sono però altre tipologie, più pregiate, che rientrano nel groppo dei sakè tokutei meishyoshyu il quale comprende tutte le varianti utilizzate per le feste, i banchetti e le occasioni importanti.

Queste sono realizzate in purezza, senza l’aggiunta di alcool distillato, e raffinando ulteriormente il chicco di riso prima di sottoporlo alla lavorazione finale.

Tipologie e varianti

Dopo questa prima grande distinzione macroscopica andiamo ora a vedere nel dettaglio tutte le differenze tra le varianti di sakè più comuni:

  • Honjozo: la sua particolarità sta nella presenza in miscela anche di alcool distillato che viene aggiunto prima del filtraggio finale in modo da accentuarne il sapore e renderlo molto deciso;
  • Junmai: è il più puro in assoluto e quello che riproduce fedelmente il sapore del riso, ne esistono diverse specie tra cui ricordiamo il Junmai Dainginjo ed il Junmai Ginjo.Il primo è un distillato secco e dagli aromi intensi, il Ginjo invece ha una nota olfattiva molto pronunciata;
  • Namazake: sono sakè non fermentati e quindi più deboli sia di gusto che di aroma; la loro conservazione è molto breve e vanno consumati appena aperti;
  • Nigori: il questo caso il passaggio saltato è la filtrazione, i sakè di questa categoria quindi mantengono una consistenza molto simile al latte di riso.

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